Il ladro di nebbia di Lavinia Petti: un viaggio al centro dell’anima

il ladro di nebbia

Eccomi qui a raccontarvi di una storia che ha dell’incredibile. Più ci penso e più rimango incredula, stupita ed entusiasta come una bambina perché era da tanto tempo che la lettura di un buon libro non mi prendeva per mano e mi accompagnava in un viaggio a dir poco straordinario.

426 pagine di totale bellezza, senza contare le ultime due lasciate per i ringraziamenti che quindi in totale farebbero 428 pagine.

La scrittrice di questo romanzo si chiama Lavinia Petti. E’ nata a Napoli, si è laureata in Studi Islamici, è stata vincitrice di vari concorsi letterari ed è dotata di una fantasia strabiliante e di un linguaggio forbito alquanto raro data la sua giovane età.

lavinia

Il ladro di nebbia, edito dalla casa editrice Longanesi, è il suo primo romanzo ed ha come protagonista uno scrittore già affermato, Antonio M. Fonte, che vive in una vecchia casa situata presso i Quartieri Spagnoli a Napoli con la sua gatta di nome Calliope. Antonio è un introverso sociopatico ed ogni giorno riceve centinaia di lettere che puntualmente ignora se non fosse per il sollecito continuo che il signor Nicotiana, il portiere del palazzo, è costretto a fare. Un giorno, fra le varie lettere, ne trova una che cattura la sua attenzione. La lettera è stata scritta quindici anni prima ed è stata inviata ad una donna il cui nome non suscita in lui nessun ricordo, ma il punto è che la missiva è stata firmata proprio da lui. Il giorno del suo cinquantesimo compleanno, smarrito, apatico e ormai stanco della vita, Antonio decide di percorrere le strade della città e di immergersi nei suoi pensieri, ma s’imbatte in un palazzo mai visto prima nel quale si trova un Ufficio Oggetti Smarriti ed un collezionista un po’ bizzarro che colleziona anticaglie, calzini spaiati, mazzi di chiavi, ma anche sogni, illusioni e speranze ormai perdute. Antonio intuisce che forse questo incontro non è casuale, che può essere un segno per decifrare il mistero della lettera e che da lì deve ripartire per riconciliarsi col suo passato che per troppi anni ha cercato di dimenticare. Ma sorpresa delle sorprese, si ritrova a Tirnaìl, nel Regno delle Cose perse, un mondo surreale nel quale ogni logica viene stravolta.

Vanesia è la prima città che incontra ed è così chiamata perché è la città delle illusioni nella quale non c’è niente che vada oltre le apparenze, ma è presente solo fumo e nebbia”. Essa assume i contorni di una Venezia settecentesca, è abitata da gente che indossa delle maschere come nel più classico dei carnevali ed è caratterizzata da palazzi evanescenti e da ponti che sono il simbolo della città. Da qui inizia il viaggio strabiliante di Antonio M. Fonte.

venice

Le peregrinazioni di questo viaggiatore errante attraversano varie città inesplorate come Nechnabel, la città di notte e nebbia nel quale a capo c’è un conte vampiro che sguinzaglia i suoi scagnozzi, i Nox, ombre che risucchiano ogni minimo residuo di speranza. La città appare simile ad un girone infernale dantesco e i suoi abitanti sono costretti a vivere nell’oscurità.

nox

Per poi passare attraverso un bosco stregato abitato da una strega dai capelli lunghi, come radici, che possiede un arcolaio di legno che richiama quello della favola della Bella addormentata. E ancora attraversare Balàl, la città delle occasioni perdute, con le sue bancarelle, il Mar Netturbio e così via.

balal

Per Antonio, questo viaggio alla ricerca della propria identità e di un ricordo perduto diventa come una missione il cui unico limite è il tempo che il Grande Orologiaio possiede di diritto.

senza lancette

Lavinia nel raccontare la storia del protagonista, timido sognatore, utilizza un espediente quello della fantasia che diventa il motore per inquadrare le vicende che si susseguono in una logica ben precisa e determinata.

Come riesce a far ammettere ai suoi stessi protagonisti: “C’è bellezza e potere nella fantasia e una storia può trasmutare le persone e creare un mondo lì dove prima non c’era nulla.”

Questo mondo però è crudele e sopravvive solo chi riesce a far i conti con la propria coscienza fatta di sogni infranti, vane speranze, disillusioni, sofferenze e prove da sostenere quotidianamente. Ci si accorge di ciò che abbiamo nel momento stesso in cui lo perdiamo e non diamo valore al tempo all’interno del quale sono contenuti attimi preziosi che serbano ricordi, affetti, piacevoli momenti e bellezza da cogliere anche nel più misero ed insignificante dettaglio.

Perché perdiamo tutto questo tempo prezioso? Perché non scegliamo di vivere la nostra vita nel momento stesso in cui la stiamo vivendo?

La nostra vita è qui e ora. Essa non può essere vittima di un retaggio del passato che ormai è divenuto storia, ma neanche vittima consapevole di un futuro incerto ancora tutto da scrivere. Ed ecco che l’uomo si crogiola nelle sue illusioni, fantasticando su come poteva essere e su come sarebbe se tentasse di fare in questo modo piuttosto che in un altro, ma questo lavoro mentale a nulla può se non si affronta il nemico più temerario: la nostra coscienza.

Solo attraversando le maree, il Mar Netturbio docet, e ripescando la nostra anima possiamo sperare di diventare degli uomini liberi. Quella del ladro di nebbia, il cui titolo si evince approfondendo la lettura, è un viaggio al centro dell’anima ed è una storia che fa riflettere e che ci pone davanti a degli interrogativi che spesso non vogliamo affrontare per paura di conoscere già le risposte.

In mezzo a questo mosaico composto da personaggi scanzonati, buffi, allegri ed anche tormentati, nel quale Lewis Carroll si troverebbe benissimo, si delinea la moltitudine di una società composta da varie persone o personaggi che non sempre sono in pace con la loro coscienza e che cercano in ogni modo di sopravvivere accettando una vita che in realtà non hanno scelto.

La morale di questo romanzo, che a me ha fatto commuovere tantissimo, è durissima e non sempre facile da accettare, ma può condurci alla libertà. Quindi non cercate di sopravvivere annaspando in una vita che vi sta stretta, ma cercate di viverla adesso liberando le vostre paure e andando alla ricerca del vostro io più autentico.

Questo è Il ladro di nebbia. Questa è l’opera magistrale di Lavina Petti. Un viaggio al centro della nostra anima.

Buona lettura!

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