Bollino giallo, il primo jukebooks, ideato da Camilla Sernagiotto

Bollino giallo è il primo jukebooks ideato da Camilla Sernagiotto.

Il jukebooks è un musical book cantato e suonato la cui trama non è composta da capitoli, come nella suddivisione classica di un libro, ma da trackitoli che sono da ascoltare come se fosse una compilation formata dalle canzoni che sono contenute in un comune CD.

I jukebooks sono prodotti dalla Jukebooks Label, la prima etichetta librografica che unisce la passione per la letteratura all’amore per la musica. Da questa sperimentazione è nato questo connubio geniale ed unico nel suo genere che ha decretato la nascita di questi libri musicali.

La storia non viene letta, come si può ben capire, ma viene ascoltata dalla voce di un io cantante che intona tutti i brani che compongono il racconto.

Il primo jukebooks è Bollino giallo, un audio-thriller, ambientato in un’autostrada il 10 agosto. La protagonista è Mina, una casellante, che si ritrova ad avere a che fare con un omicidio efferato. Sullo sfondo lo scenario tipico di un’autostrada: l’asfalto, l’autogrill, le auto che sfrecciano e i personaggi che si rivelano delle vere e proprie caricature di se stesse.

I toni vanno dal drammatico all’ironico ed ogni canzone viene accompagnata da accordi suonati al piano o alla chitarra dalle mani sapienti degli editor musicali. Riccardo Maccabruni, il pianista, ha composto la musica di alcuni trackitoli e si è anche occupato dell’arrangiamento e del mixaggio; invece Marco Rovino, il chitarrista, ha suonato la chitarra con una maestria strabiliante.

Ogni testo e gran parte delle musiche sono state interamente scritte da Camilla Sernagiotto che è anche l’ideatrice dell’etichetta librografica. Il progetto è non-profit e Bollino giallo si potrà ascoltare, gratuitamente, sul sito della Jukebooks Label.

Cami

L’ascolto di questo audio-thriller è piacevole e mai stanca. Sin dalle prime note, ti ritrovi immersa in una storia dove la protagonsta non è più solo Mina, la casellante, ma puoi diventare anche tu. Questo è possibile grazie alla voce della cantante che ti avvolge e ti coinvolge in un crescendo di sensazioni e di emozioni che puoi fare tue. Il tutto è accompagnato dagli accordi di piano e chitarra che mutano a seconda della vicenda raccontata in ogni trackitolo.

Si passa dallo swing alla chitarra classica, dalla melodia armoniosa dei tasti di un pianoforte fino ad arrivare agli accordi della chitarra elettrica per creare suspance. La voce di Camilla si modula in base alla trama di ogni canzone e l’intensità che mette in ognuna di essa è grandiosa perchè coinvolge l’ascoltatore parola dopo parola. Ogni testo è scritto accuratamente, ogni rima è posizionata al posto giusto e il lessico utilizzato è appropriato, ricercato, esilarante e brillante.

Questo progetto è sperimentale, ma può essere il primo di una lunga serie.

Vediamo la stessa Camilla cosa ne pensa.

Ecco di seguito l’intervista che mi ha concesso.

1) Giornalista, autrice televisiva, scrittrice e cantante.
Quale di questi ruoli senti più affini al tuo modo di essere e perché?

Dipende molto dai periodi: nonostante siano tutte facce della stessa medaglia, ci sono momenti in cui mi sento più giornalista nel midollo, altri in cui sono scrittrice al 100%, moltissimi in cui mi butto con tutta me stessa nella scrittura di programmi televisivi. E immancabilmente lo faccio canticchiando qualcosa, quindi forse la risposta giusta è quella che darebbe Jem delle Hologram: “Il mio nome è Cami, sono una cantante, pazza e stravagante, canto il rock ‘n’ roll!” 😀 Scherzi a parte, quella della cantante è l’ultimissima veste nel mio guardaroba, quella che si indossa quando proprio tutti gli altri abiti sono nel cestone dei panni sporchi. Il ruolo che più mi si confà credo sia quello di sperimentatrice: mi piace provare tutto, misurarmi con qualsiasi cosa mi stuzzichi e coltivare ciò per cui penso di essere portata.

2) Com’è nato questo progetto?

Non lo so nemmeno io, credo sia partito tutto da una cosa detta in macchina a mio marito durante un viaggio in automobile. Ho fatto i miei soliti voli pindarici con la fantasia concludendo con uno spiazzante: “Penso che farò un libro cantato, con un io-cantante al posto dell’io-narrante”. Mio marito è sempre terrorizzato tutte le volte che saliamo in macchina e il viaggio è abbastanza lungo da farmi venire certe idee.

3) Bollino giallo è un thriller. Perché la scelta di questo genere letterario rispetto ad un altro?

Ultimamente mi diverte parecchio scrivere gialli. Per la Fazi ho scritto un doppio thriller, Circuito chiuso/Annales, in cui a volte ancora amo rifugiarmi con la fantasia per rilassarmi nei panni di Maria, la protagonista che lavora come vigilante di un piccolo supermercato di provincia. Tra pochi mesi uscirà un nuovo giallo che mi ha fatto evadere dalla quotidianità permettendomi di vivere cose che mi auguro di non dover mai sperimentare davvero… Dicono che gli scrittori di thriller siano potenziali serial-killer ma spero che nel mio caso si tratti solo di serial-thriller 😉 Comunque le mie storie, anche quando sono sanguinolente, vengono sempre trattate con un pizzico d’ironia, leggerezza quanto basta e comicità a piacere: ecco la mia ricetta per ogni trama, compresa quella del jukebooks Bollino giallo.

4) Tu sai che io ho ideato questo blog, Scrivere al femminile, per dar ampio spazio alla letteratura femminile e adesso ho te qui davanti, donna scrittrice e autrice, con questo progetto innovativo che unisce letteratura e musica. Credi che le novità spaventino e che le donne scrittrici siano ancora discriminate all’interno del mondo dell’editoria?

Se si pensa ai titoli che stanno consacrando le donne come autrici di best-seller, direi di sì: Cinquanta sfumature di grigio, Twilight, Harry Potter e compagnia bella sono stati scritti da autrici femminili, è vero, però tutto ruota attorno all’uomo, tutto è fallocentrico. Nel caso di Cinquanta sfumature, anche fuor di metafora nel senso che il vero protagonista è Mr. Grey e la sua appendice sessuale ma anche Stephenie Mayer ha puntato la sua penna sul fascinoso vampiro Edward Cullen. E Harry Potter? Il fatto che la Rowling non abbia intitolato la saga “Hermione Granger” la dice lunga. Credo ci sia ancora molta discriminazione e sessismo sia all’interno del mondo dell’editoria per quanto riguarda gli autori, come dici tu, sia a livello diegetico, nelle trame.

5) Ascoltando Bollino giallo in tutti i suoi 17 trackitoli si evince un filo conduttore unico di storia narrante che non stanca affatto, ma che grazie agli accordi di vari strumenti musicali, rende piacevolissimo l’ascolto. Che sensazioni hai provato a sperimentare un genere così nuovo soprattutto per il pubblico di lettori/ascoltatori visto che ogni brano è cantato da te?

Grazie mille, sono contenta che ti sia piaciuto! La sensazione numero uno è stata stupore. Mi sono messa al piano senza avere un progetto predefinito, senza una scaletta e soprattutto pensando che dopo dieci minuti avrei gettato la spugna. Non so suonare bene, riesco solo a fare quattro accordi in croce, eppure pian piano ogni pezzo è venuto da sé, sia a livello melodico sia testuale. A volte scoppiavo a ridere per le trovate demenziali che uscivano, per molte delle improbabili rime baciate che farebbero di certo storcere il naso a Cyrano (e per storcere il suo naso ce ne vuole!) eppure ho deciso di andare fino in fondo. Quando poi è stato il momento di registrare i pezzi, quelli che io ho ribattezzato “trackitoli” a metà tra la traccia musicale e il capitolo letterario, le emozioni inebrianti di quando anni fa, ai tempi in cui giocavo a fare la cantante blues, salivo sul palco e davo libero sfogo all’ugola mi hanno fatto tornare un’irrefrenabile voglia di riprendere il gioco da dove l’avevo lasciato.

6) Tre aggettivi per convincere il lettore ad ascoltare Bollino giallo.

Esilarante, intrigante, thrillerante. L’ultimo è un neologismo appena coniato per l’occasione. Calza a pennello perché richiama il genere thriller, appunto, e il trillo, il suono tipico sia dei gialli (non c’è storia-con-morto in cui a un tratto non squilli un telefono che rovescia tutta la trama) sia delle melodie allegre. Anche se pure in questo caso il morto c’è, la musica è quasi sempre allegra e squillante.

7) Una domanda d’obbligo direi. Devi dirmi a questo punto le tue canzoni del cuore che hanno fatto da colonna sonora alla tua vita?

Adoro queste cose alla Alta Fedeltà! La tracklist della mia vita si compone delle seguenti canzoni o band simbolo:

– La sigla di Jem, per ricollegarmi all’inizio dell’intervista e all’inizio della mia vita: quando ero una bambina facevo scorpacciate di cartoni animati con protagonisti canterini, da Jem a Creamy.

– Grunge: negli anni Novanta ho idolatrato la trinità composta da Kurt Cobain, Eddie Vedder e Chris Cornell. Aggiungerei anche Layne Staley degli Alice in Chains. Il grunge è un genere che fonde alla perfezione due delle cose che allora provavo di più, come la maggior parte degli adolescenti: malinconia e rabbia.

– Giorgio Gaber: il suo teatro-canzone mi ha influenzato moltissimo. Ed è senza dubbio uno degli uomini di cui mi sarei perdutamente innamorata.

– Screeching Weasel: nella tarda adolescenza mi sono accostata al punk-rock e al pop-punk, prediligendo gruppi americani prodotti dall’etichetta indipendente californiana Lookout Records, inspiegabilmente gettonatissimi nella piccola cittadina di Voghera dove vivevo. Tra questi gli Screeching Weasel erano considerati il top; il loro simbolo era una donnola che indossa il chiodo di pelle e, per farvi capire quanto fossero ammirati, ho un sacco di conoscenti che se la sono fatta tatuare sulla spalla o sul polpaccio.

– Sweet Home Alabama: è stata la canzone che mi ha fatto incontrare decenni fa i due musicisti che mi accompagnano da allora, quelli che suonano in Bollino giallo. Si chiamano Riccardo Maccabruni e Marco Rovino e, oltre a essere i miei musicisti prediletti, sono due dei più cari amici ch’io abbia mai avuto. Li considero parte della mia famiglia. Assieme a loro ho sviluppato un amore viscerale per il blues, il southern rock, Lynyrd Skynyrd & Co.

– l’indie-rock è ciò che ascolto maggiormente ora. Ho incominciato ascoltando da ragazzina gruppi come Dinosaur Jr., Minutemen, Pixies, Hüsker Dü, Meat Puppets e Karate e non ho smesso più.

 8) Quali sono i tuoi prossimi impegni e dove possiamo seguirti?

Da settembre sarò impegnata con nuovi programmi tv di cui sono entusiasta, intanto continuerò il mio consueto lavoro da giornalista. A novembre uscirà un mio nuovo giallo e tra pochi mesi l’ultima mia follia: una linea di moda! Grazie mille per la bella intervista e per la tua squisita simpatia, cara Stefy!

Come si può notare dalle stesse risposte date, Camilla Sernagiotto è una persona spumeggiante, solare e talentuosa. Credere nel suo progetto mi ha divertita, entusiasmata e mi ha dato una carica di energia positiva unica e speciale perchè, anche se la conosco da poco, io già l’adoro.

Non mi resta che augurarle buona fortuna e un grandissimo in bocca al lupo per i suoi progetti futuri.

Noi lettrici ti seguiremo volentieri.

Buona lettura-ascolto a tutti!

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2 pensieri su “Bollino giallo, il primo jukebooks, ideato da Camilla Sernagiotto

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