I giardini letterari: ad ogni scrittrice la poesia del suo giardino

Con la bella stagione la voglia di stare all’aperto è contagiosa. Respirare aria fresca fra strade di campagna, ammirare il volo di svolazzanti farfalle che si posano sui fiori, restare ore ed ore a farsi baciare dai raggi del sole mentre un cielo blu, immenso, fa da cornice e magari trascorrere del tempo a raccogliere fiori dai sentori profumatissimi che al sol guardarli mettono di buon umore.

Nell’articolo di oggi, mi vorrei riallacciare proprio a questo e alla poesia che scaturisce dalla bellezza di un giardino coltivato e custodito come se fosse un posto delle meraviglie, ricco di sfumature di colore e di un’armonia e quiete senza tempo.

Nel caso specifico, l’argomento verte sui giardini letterari e sulle scrittrici che hanno trovato ispirazione passeggiando all’interno del proprio giardino e che sono rimaste estasiate dalle sembianze incantevoli di ognuno di esso creato con le loro mani sapienti e con il loro spirito nobile e sensibile. Ogni giardino racchiude una sua storia, è il protagonista di vicende affascinanti, ci riporta indietro nel tempo e ci permette di fantasticare su come poteva essere vivere immersi fra profumi e colori che mutavano ad ogni stagione.

Virginia Woolf, scrittrice inglese, coltivava il suo giardino, nel Sussex, nella sua Monk’s House nella quale viveva col suo amatissimo Leonard Woolf. Percorreva quei viali ed ogni angolo fungeva da ispirazione per compilare uno dei suoi diari o per scrivere un’opera. Avanguardisti già all’epoca, i Woolf piantavano piante e fiori senza stravolgere l’architettura del luogo. Il frutteto con crochi e narcisi che crescevano tra i meli divenne poi il luogo simbolo dove costruire lo studio di scrittura di Virginia.

Monk's House, the garden that inspired Virginia Woolf. In a letter to a friend, she writes: “I sleep and dress in full view of the garden.

Il giardino del fico, della peschiera, delle dalie o quello all’italiana, serre, api, cani, vita domestica, tutto componeva il microcosmo nel quale Virginia Woolf si rinchiudeva e traeva ispirazione trascorrendo la sua vita fra gioie e tormenti.

Bust of Virginia Woolf, Monk's House. Her ashes were scattered near this spot. Lizzie927, Flickr

Vita Sackville-West, poetessa e scrittrice inglese, divenne nel 1946 collaboratrice del periodico britannico Observer e grazie alla rubrica di giardinaggio che le venne affidata, divenne famosa e influenzò profondamente l’arte del giardinaggio. Dall’alto della sua esperienza, creò insieme al marito Harold Nicolson il Giardino del Castello di Sissinghurst nel Kent.

The White Garden, Sissinghurst Castle, Kent. Vita Sackville-West's masterpiece. It is a National Trust property.

In questo “spiazzo tra i boschi”, c’era un fossato risalente ai tempi del Medioevo e l’edificio originale fu poi sostituito nel XV secolo da un maniero. Lo spirito del giardino rispecchia fedelmente il romanticismo e l’amore per la poesia che Vita nutriva. Il giardino è caratterizzato da più stanze; ognuna suddivisa per colore e per tema e protetta da alte siepi. The White Garden o The Rose Garden, come si intuisce dal nome, ospitano tutt’ora preziose varietà di fiori bianchi e di rose.

Sissinghurst castle garden in Kent, England

Emily Dickinson, poetessa americana, era conosciuta come l’esperta giardiniera. Poetessa e scrittrice dall’animo delicato, scriveva poesie e lettere alle quali spesso allegava dei fiori essiccati. Nel giardino di casa, nella sua Homestead, Emily curava i suoi fiori con dedizione piantando rose, gigli, narcisi, salvie, melograni, gelsomini e gardenie.

This is the view from the Homestead, the poet Emily Dickinson's home, recreated as part of an exhibit about her gardens at the New York Botanical Garden in the Bronx. It's a lovely exhibit, interspersing her poetry, much of which was inspired by nature, with flowers and plants.

Fra le tante specie di piante, amava principalmente le piante selvatiche come le violette, le margherite e il trifoglio. Durante le sue passeggiate raccoglieva fiori e foglie che racchiudeva poi in un erbario diventando un’esperta appassionata del linguaggio dei fiori considerati quasi come amici intimi e sinceri. Le rose di macchia arrossivano, i boschi erano pieni di pianoforti, la genziana ammaliava in un tripudio di sensi e di bellezza armonica.

Flowers from the gardens at The Homestead

Colette, scrittrice francese, possedeva un giardino diviso in due parti: le jardin-du-haut e le jardin-du-bas. All’interno era situato un piccolo orto dove cresceva la melanzana, il peperoncino, il pomodoro sapori e odori che si univano al profumo delle albicocche mature in estate.

Saint-Sauveur-en-Puisaye era il suo luogo incantato, il posto del cuore nel quale visse fino alla sua adolescenza. Lì trovava la sua ispirazione e sempre lì i suoi esercizi di scrittura prendevano corpo e vita. Seduta sotto il pergolato, ammirava quella “giungla vergine” ed osservava i movimenti scattanti dei gatti, lo svolazzare delle api e il volo libero delle rondini. La sua era un’educazione alla bellezza e al rispetto per tutte le creature viventi che svilupparono in lei quell’animo sensibile e attento che poi si noterà nei suoi scritti.

” Ritengo che lo scopo migliore di un giardino sia quello di deliziare e di rinfrescare la mente, di calmare, ingentilire e confortare il cuore in uno spirito di ammirazione e gratitudine”. Gertrud Jekyll, pittrice inglese, progettista di giardini e giardiniera.

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2 pensieri su “I giardini letterari: ad ogni scrittrice la poesia del suo giardino

  1. Rondinepink ha detto:

    Tra tutte non potevo che soffermarmi su Virginia . L ‘ ho apprezzata e amata fin da liceale e i suoi flussi di coscienza sono irripetibili.
    Sicuramente il suo giardino avrà rispecchiato un’anima nobile ed elegante come la sua .

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