Assassinio all’IKEA di Giovanna Zucca

“Assassinio all’IKEA” , omicidio fai da te, è un giallo umoristico brillante scritto dalla fantasiosa penna di Giovanna Zucca, edito dalla casa editrice Fazi Editore. Il titolo è alquanto surreale ed anche i colori che lo caratterizzano rispecchiano in toto quelli della famosa catena d’arredamento IKEA.

Il romanzo si apre con il dialogo di due protagonisti bizzarri ed insoliti, il commissario Loperfido (il quale nome già la dice lunga) e il suo cane Diablo che, pur essendo un zwergpinscher, ha una personalità indomita e battagliera. Padrone e cane si scambiano sguardi d’intesa e chiacchierano vivacemente su un argomento che sta molto a cuore ad entrambi: il ritorno dell’ispettore Luana Esposito. Ebbene sì, il commissario pone le sue domande e Diablo risponde a tono.

Successivamente, la trama inizia a prendere forma e delinea le figure di due fidate amiche: Anna Laura Bottacchi ed Erminia. Entrambe si conoscono sin da piccole avendo frequentato le stesse scuole e più che amiche si definiscono sorelle. Anna Laura lavora in uno studio di commercialisti ed Erminia, grazie ad una laurea in Lettere, diventa professoressa all’università.

Erminia è sposata con Felice Fugazzotto, compagno di corso dell’università, quindi in apparenza trascorre una vita coniugale stabile. Si confronta quotidianamente con il suo alter ego molto più stravagante e meno prevedibile, Anna Laura che infatti incontra Amilcare Borgomastro, un uomo sposato e con dei figli al seguito, bancario di professione. La loro relazione dura fra alti e bassi per ben trent’anni, poi all’età di sessantadue anni il vero colpo di scena. Padova, tranquilla città di provincia, si macchia di un atroce delitto: Amilcare Borgomastro viene assassinato all’IKEA da mano ignota. A capo dell’inchiesta ci sono il commissario Loperfido e l’ispettore Luana Esposito di Capodichino.

Il cadavere trovato morto dentro un cassettone dell’IKEA ha quel non so che di comico ed umoristico insieme. Immaginando la scena per un secondo si vede un uomo riverso al suo interno, accoltellato e la scena invece di apparire tragica risulta alquanto divertente.

Come mai Amilcare viene assassinato proprio all’interno di un cassettone dell’IKEA? Chi mai può aver architettato l’omicidio?

La notizia sciocca tutti, soprattutto la cara Erminia che inizia a nutrire dei seri dubbi nei confronti dell’amica la quale sembra fredda, cinica, scostante come se la cosa non la turbasse affatto. Amilcare, il suo amore, l’uomo che l’aveva accompagnata per ben trent’anni non c’era più e lei non sembrava scomporsi più di tanto.

Durante la lunga serie di indagini, che in realtà non stanno portando alla risoluzione del caso, si scopre da un’autopsia più accurata che la vittima aveva poco da vivere. Diagnosi: un male incurabile. Ma il caso langue e non c’è nessuna svolta che possa far avvicinare alla verità.

Nel frattempo, fra un interrogatorio e l’altro, il commissario e la Esposito sembrano avvicinarsi sempre più. Il fascino della divisa colpisce ancora e Loperfido non sembra così un uomo tutto d’un pezzo come vuol far credere e trova l’ispettore Luana interessante anche se la sua scorza da duro non mostra il benchè minimo cedimento. Luana ha Saverio che l’attende con tanto ardore, ma perde la testa per il commissario che risulta anaffettivo a detta di molti, quindi l’intreccio amoroso si complica ancor di più.

Riuscirà Luana a conquistare il commissario Loperfido?

Durante l’attesa estenuante per la risoluzione del caso, Anna Laura trova il tempo di fare nuove conoscenze e s’innamora di Achille, un uomo che finalmente la ricopre di attenzioni, che la fa sentire unica e speciale e che vuole vivere la loro storia d’amore alla luce del sole.

Alla fine del romanzo si scoprirà mai l’assassino? Il commissario e l’ispettore Luana riusciranno a stare insieme? Erminia si sentirà appagata dal suo matrimonio e terminerà il romanzo che ha appena iniziato a scrivere? Anna Laura sposerà mai Amilcare?

Tanti gli interrogativi, molteplici forse le risposte. Per scoprire la verità vi toccherà leggere questo romanzo che utilizza come “arma vincente” il sapiente uso dell’ironia che svela le magagne e i retroscena più nascosti arrivando dritta al cuore dei personaggi che appaiono denudati nella loro natura e per questo ci appaiono più veri. La lettura scorre fluida e il lettore è coinvolto a tal punto da appassionarsi a questo intreccio di storie che si susseguono senza mai stancarti o farti perdere il filo della narrazione sempre ricca di suspence e colpi di scena.

Qui di seguito l’intervista che la scrittrice mi ha gentilmente concesso.

1) Anna Laura ed Erminia, due amiche inseparabili.
Quanto conta per te il valore dell’amicizia?

L’amicizia è un sentimento complesso, delicato e bisognoso di molte cure. E’ anche bizzarro e capriccioso. Può nascere profondo tra persone che si sono appena ri-conosciute oppure crescere e rafforzarsi nel corso di lunghi anni. In ogni caso per quanto mi riguarda potrei fare a meno di un sacco di cose e persone ma certamente non potrei pensarmi nel mondo senza le mie poche e fidate amiche. Anna Laura è una di queste.

2) Una narrazione che mai stanca e con una trama coinvolgente.
Qual è il segreto per tenere il lettore incollato al libro?

Magari conoscessi il segreto. Sono i personaggi che si prendono la scena con arroganza e presunzione. Sono loro con le loro vicende che seducono i lettori e se si accorgono che ci stanno riuscendo si comportano come i primi attori di una commedia di successo. Si prendono la scena ammiccando. Sono loro i burattinai che muovono le marionette di una svanita burattinaia che muove un burattino.

3) In un racconto, quanto gioca la fantasia? (Visto i nomi dei personaggi: Loperfido, Diablo…)

La fantasia è fondamentale. Almeno per quanto mi riguarda. Sono una visionaria, una sognatrice che vive sospesa tra tecnica e metafisica cercando di restare in equilibrio tenendo a distanza la follia…Osservo, scruto, rubo volti, atteggiamenti e caratteristiche dalle persone che incontro. E invento per loro delle storie.

4) Come nasce l’idea di scrivere un giallo umoristico brillante?

Ero all’Ikea di Padova due anni fa. La mia amica cercava non so che ganci per le tende, nulla di più lontano dal mio interesse. Mi misi a girovagare per il magazzino osservando la gente. Mi ritrovai nel reparto notte, e fui attratta dalla discussione tra due clienti. Lei signora sulla sessantina riempiva di contumelie il suo accompagnatore fino a che non gli rinfacciò di avere buttato la sua vita per lui. Li osservavo spudoratamente, erano davanti al letto a cassettone e segretamente facevo il tifo per la signora. Ma buttalo lì dentro le dicevo mentalmente. E mi passò davanti agli occhi tutto il romanzo.

5) Perché ambientarlo all’IKEA?

L’Ikea è diventato la moderna agorà delle grandi città. Tutti ci vanno prima o poi…io ne sono da sempre affascinata. Anche se non devo acquistare niente ci vado lo stesso e finisce che torno a casa con articoli di cui ignoro l’uso. Inoltre adoro le casette allestite con tutti i particolari. Mi fanno venire voglia di viverci. Sono una vittima del fascino di questo marchio.

6) Il rapporto fra La Esposito e Loperfido segue il cliché della storia d’amore fra capo e impiegata, ma invece di essere banalmente descritta, ci tiene sulle spine.
Come finirà?

Luana è una ragazza intelligente e determinata. Loperfido un cinico seduttore che crede solo al suo cane. Come finirà? Che uno dei due si farà male.

7) Il finale non è per nulla scontato.
Secondo te, è la parte più difficile da scrivere?

No, non credo che il finale sia la parte più difficile. In questo romanzo posso dire che si sia scritto da solo.

8) L’ironia è la caratteristica peculiare di tutto quanto il libro. Si affrontano addirittura diversi registri linguistici e i dialoghi suscitano sempre un sorriso.
Il mestiere di scrivere s’impara o è una dote che nasce spontanea?

L’ironia è una modalità dell’intelligenza. Eraclito sosteneva che fosse un mezzo per arrivare alla Verità e io ne sono profondamente convinta. Ironia e auto-ironia sono potenti dissuasori di ogni forma di superbia. Sul mestiere di scrivere non saprei. Io faccio fatica a pensare alla scrittura come a un mestiere perchè nella vita ne faccio un altro per il quale ho studiato e imparato. La scrittura la vivo come un respiro di libertà che mi allontana dalla tecnica della sala operatoria per portarmi nel mondo della fantasia.

9) Quali sono i tuoi prossimi impegni?

Varie presentazioni in diverse librerie e poi il 9-10-11 ottobre sarò ad Alghero al festival del giallo-noir. Voglio andare ad Algherooooo in compagnia di uno straniero….

Buona lettura!

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