Non adesso, per favore di Annalisa De Simone candidata al Premio Strega 2016

image

Credo che inciampare in una storia sia qualcosa di unico e di meraviglioso insieme perché, vedete, io in questa storia d’amore ci sono proprio capitata per caso perché non sono stata io a scegliere il libro curiosando fra le tante novità letterarie, ma è stato lui che ha scelto me catturando la mia attenzione sin dalla copertina così accurata, raffinata e con venature che raccontano la vita, quella vera, che ti stravolge, coinvolge ed avvolge fra le sue imperfette braccia.

La storia d’amore di cui vi parlo è tratta dal nuovo romanzo di Annalisa De Simone, candidata al Premio Strega 2016, “Non adesso, per favore” edito dalla casa editrice Marsilio, un romanzo in cui non c’è nulla di convenzionale persino l’amore di cui si narra.

Protagonisti della trama sono Annalisa e Vittorio Ferretti, lei una donna ambiziosa in cerca di fortuna che per riscattarsi dalla sterile vita di provincia decide di trasferirsi nella capitale per realizzare il suo sogno ovvero quello di poter lavorare nell’affascinante mondo dell’editoria e diventare una scrittrice di successo; lui scrittore affermato e benvoluto, un uomo di mondo coltissimo ed indipendente, è solitario per natura incurante di chi gli gravita attorno.

Sin dal ginnasio Annalisa nutre una profonda ammirazione verso questo scrittore. Ciò che da sempre la cattura è la sua scrittura così esplicita e diretta che la scuote da ogni tipo di resistenza in nome di una libertà tanto desiderata e il senso del tragico che in ogni suo romanzo è velato da una sottile ironia che funge spesso da scudo contro le insidie dell’anima.
Galeotto l’incontro fortuito in un bistrot, “la prima volta che posai gli occhi su di lui non si accorse di me”, poi un gioco di sguardi, l’insistenza di voler anche solo osservarlo da vicino per ottenere una dedica sul suo libro fa scattare la scintilla forse frutto di coincidenze improvvise o semplicemente pura casualità.
Si rivedono durante la presentazione del libro di Ferretti e da lì vanno via insieme.
“Roma mi appariva come stravolta” afferma la stessa Annalisa che camminandogli a fianco sente di conoscerlo da sempre.
Si appartano nel roof garden di un hotel e complice la magnificenza della città si scambiano confidenze senza imbarazzo alcuno e mentre la conversazione verte sui libri, Roma e le relazioni passate, i sensi comunicano altro e l’attrazione diviene sempre più prorompente e pronta per essere consumata al chiaro di luna.
Scoprirsi non è più un problema e con lui Annalisa ritrova finalmente se stessa senza più tabù né inibizioni.
La differenza d’età sembra non pesare, ma nonostante i due si frequentino con una certa costanza dopo quell’incontro, al di fuori della camera da letto non sono niente.
Lui non si lascia andare, lei conosce poco di lui, il suo passato le risulta ignoto come il suo cuore, gli è dedita, accondiscendente nella speranza che Vittorio, l’uomo e non lo scrittore, accorci le distanze aprendole il suo cuore.

Il loro è un amore privo di schemi infatti “non erano una coppia fondata sul senso di routine” ed Annalisa comincia a provare amore mentre Vittorio solo affetto.
Questo porta la coppia ad allontanarsi tant’è che Annalisa si trasferisce all’Aquila per staccarsi un po’ da quell’uomo dal quale prova dipendenza, ma il 6 aprile 2009 “un rumore che pareva venire dal cielo e dalla terra insieme” devasta la città vittima indifesa del terremoto che sconvolge ogni equilibrio lasciando la città in macerie e la gente priva di qualsiasi appiglio al quale potersi aggrappare.
Speranze, sogni, sacrifici, solide certezze acquisite negli anni tutte spazzate via dalla furia di una natura improvvisa rivoltatasi contro i suoi abitanti.
Annalisa e la sua famiglia sfollano in un paesino della costa abruzzese. Il papà, uomo tutto d’un pezzo, ostinato e rabbioso, sempre ostile nei confronti delle scelte della figlia adesso si sente fragile e piange disperato; alla mamma spetta il compito di aggiustare i cocci fra le due teste matte di casa e la nonna indifesa, sempre in lotta con il figlio, convive con un’età che spesso le fa perdere lucidità.
Nonostante la tragedia, il pensiero è costantemente rivolto a Vittorio, immune da ogni nevrosi, dalla voce rassicurante e con un profumo di limone e sandalo che rimane impresso nella pelle.
Il ritorno a Roma non segnerà né l’inizio né la fine di questa storia il cui finale è tutto da scoprire, ma una forma di rinascita per uno dei due protagonisti questo sì.

È una scrittura colta, analitica, sensibile e raffinata quella di Annalisa De Simone che mira all’essenziale per arrivare dritta all’animo umano.
Il linguaggio diretto, a volte crudo, spesso indigesto ci conduce verso un realismo necessario che ci tutela dal vivere l’illusione di un amore quasi impossibile da sostenere.

A tutti sarà capitato infatti di accanirsi su un sentimento non corrisposto, di credere di poter cambiare la persona amata magari col tempo, la pazienza certosina o con l’amore stesso che di per sé non è sinonimo di garanzia e l’asimmetria che caratterizza questa coppia crea infatti un dislivello che pone necessariamente uno dei due più avanti rispetto all’altro: nelle intenzioni, nelle scelte da prendere, nel voler vivere la routine quotidiana o nel cercare una stabilità tanto desiderata.

Quando subentra questo ovvero un amore che diventa dipendenza, che si dona senza resistenza alcuna, ma dall’altra parte nulla riceve se non mancato senso di responsabilità e continua indecisione, allora avviene la fuga necessaria per poter sopravvivere perché forse l’amore eterno sarà pure un ossimoro a cui non siamo più abituati a credere e l’idea di infinito apparterrà solo a fantasticherie giovanili, ma per amare non c’è età, serve solo un cuore che batta in sintonia con il tuo e quando il dolore scava dentro le pieghe dell’anima e non ti riconosci più in quel tipo di rapporto così vivo, carnale e simbiotico non serve più combattere per un amore da conquistare come se fosse un trofeo e a nulla serve giustificare le debolezze altrui perché il vero amore sa tenere, non lasciare andare, e per poterlo fare occorre mettere da parte un io egoistico e trasformarlo in un noi.
Imparare ad amare, questo si può, se non altro per permettere al cuore di sognare ancora un po’ e far cadere ogni barriera racchiusa in quel “non adesso, per favore” titolo del libro, ma esclamazione che spesso ci muore in gola.
Allora apriamo il cuore all’amore perché la felicità non aspetta, ma è fuggevole proprio come la tristezza.

Qui di seguito l’intervista che la scrittrice mi ha gentilmente concesso.

Buona lettura!

image

1) Descrivimi nel dettaglio la copertina e il cuore che vi risiede dentro.

Sono molto legata alla copertina di questo romanzo. Due mesi prima della pubblicazione mi ha chiamato Luca Rossini per propormi di lavorare insieme. Mi sentivo a disagio a posare come modella, quindi gli ho dato le bozze del libro. Partendo dalla mia storia, Luca ha realizzato delle foto molto suggestive. Tutte belle, ma alla fine abbiamo scelto questa. Annalisa che legge indisturbata, in una stanza sgretolata, carica di macerie. Per realizzare lo scatto sono stata immobile nella stessa posizione ore e ore, ma dopo i crampi alle gambe c’è stata la giusta ricompensa. Gliene sono grata.

2) Definisci il tuo romanzo con tre aggettivi che ne racchiudano il senso.

Questa è difficile. Vediamo… perturbante, malinconico, asciutto.

3) Che tipo di amore è quello fra Vittorio Ferretti ed Annalisa?

Un sentimento asimmetrico, come tanti. Il desiderio di lei è quello di conquistare terreno giorno dopo giorno, con piccole mosse. Cercare una conferma attraverso la seduzione è una fragilità che ho conosciuto anch’io. Credo che molte donne possano riconoscersi in Annalisa, perché capita spesso di ostinarsi con qualcuno solo per dirsi: brava, ce l’hai fatta.

4) Possiamo inserire Vittorio nella categoria del maschio che resiste?

Detesto le categorie, per carità. Vittorio è più complesso di un’etichetta. È un uomo con un passato molto denso, fatto di incontri, separazioni, inciampi, dolore. Credo che per amare ci voglia coraggio e incoscienza. Lui fatica ad abbandonarsi. A molti lettori resta antipatico, a me fa tenerezza invece. Lo vedo una vittima di se stesso.

5) Annalisa ingabbia il suo amore fra le quattro mura di un appartamento che diventa quasi asfissiante prigione.
L’amore è dipendenza?

Sì, sempre. Ma in un senso che può essere sia positivo che negativo. In amore si dipende dagli umori dell’altro, dalla mancanza, dall’instabilità oppure dall’intensità del sentimento. Amare vuol dire assumersi la responsabilità di un rischio. Il che è spaventoso. Ma in fondo, non riuscire ad amare lo è ancora di più.

6) 6 aprile 2009, il terremoto all’Aquila. Cos’è rimasto di quel dolore e qual è la situazione attuale adesso?

Il dolore si trasforma col passare del tempo. In cinismo, disillusione, fragilità, forza, consapevolezza. Non so dirti come mi abbia cambiato il dolore di questa esperienza. Ma di una cosa sono certa: avrei preferito non essere nella condizione di chiedermelo.

7) Il linguaggio utilizzato nella sua purezza può risultare di forte impatto emotivo. È un artificio letterario creato ad hoc oppure è un tramite che fa trasparire la personalità della scrittrice?

Nessun tramite. È il mio modo di raccontare questa storia. Con la prossima, chissà, il linguaggio potrebbe esigere un cambiamento.

8) Quanto c’è di autobiografico nel tuo romanzo e in quali sfumature si può cogliere la parte più intima della tua essenza di donna?

C’è tanto di personale, di autobiografico, in ogni storia che si racconta. Ma credo che fidarsi della propria memoria sia un atto ingenuo. Non solo nella scrittura, anche nella vita, quando si mette un “Io” davanti a un verbo si finisce sempre per fare della letteratura. Tutti inventano se stessi, almeno un po’.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...