Mistero a Villa del Lieto Tramonto di Minna Lindgren

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Mistero a Villa del Lieto Tramonto” è un libro edito dalla casa editrice Sonzogno e scritto dalla brillante penna di Minna Lindgren che sin dalla copertina pone il lettore in una condizione di sano e gioviale umorismo che si denota dai bei colori perfettamente combinati insieme, dal paesaggio urbano che fa da sfondo e da queste tre pimpanti vecchiette che chiacchierano amabilmente appoggiandosi al loro gracile bastone.
La copertina infatti è come se fungesse da anticamera per accogliere il lettore all’interno della trama che si dirama tra le pagine ed è talmente invitante e fumettistica da far pregustare una storia allettante ricca di colpi di scena.

Minna Lindgren è considerata la Agatha Christie del Nord essendo di origine finlandese ed anche perché alla base dei suoi racconti c’è sempre un giallo da risolvere con arguzia, acuto senso dell’umorismo e ingegno.

Protagoniste di “Mistero a Villa del Lieto Tramonto” sono tre arzille vecchiette residenti in questa casa per anziani dal nome alquanto bizzarro come se invecchiare fosse cosa lieta e gradita.
Siiri è una dattilografa in pensione, Anna-Liisa un’ex professoressa di lingua e grammatica finlandese e poi c’è Irma che ama scandire il tempo col suono “tic tac, tic tac” per esorcizzare la morte cosa che fa sorridere le amiche.
I giorni alla villa trascorrono soliti e nessun abitante si rassegna all’idea della morte. Siiri, ad esempio, legge sempre il giornale ed ascolta i programmi radiofonici del mattino “abitudini che la facevano sentire ancora parte del mondo”; altri vanno in giro in vestaglia, mangiano ciò che vogliono o giocano a carte perché l’imperativo è quello di non arrendersi mai. I giri in tram ad esempio diventano un piacevole diversivo per scorgere la vita che ruota attorno e così essere sempre attivi ed energici.

Anche perché uno degli aspetti negativi della vecchiaia è quel senso di solitudine che coinvolge ogni persona anziana. Irma chiama tesorini i suoi figli e nipoti, ma proprio loro hanno venduto il suo appartamento e l’hanno sistemata nella villa perché non possono occuparsi di lei.

Ma la routine quotidiana viene stravolta dalla morte di un giovane aiuto cuoco che suscita molti dubbi e perplessità. Le tre amiche infatti mosse dal loro infallibile sesto senso iniziano ad indagare e scoprono che la villa è in realtà una copertura per giri più loschi dove il business e la malavita hanno preso piede.

Cosa c’è all’origine del mistero non posso di certo svelarlo, ma la scrittura della Lindgren così velata di umorismo e di ironia ci svela un mondo di soprusi che spesso scorgiamo dalle notizie di cronaca: anziani considerati come numeri e dimenticati dalle famiglie d’origine che non hanno neanche il tempo di andare a trovare i loro cari per far loro una carezza mostrano una realtà riprovevole.
Ma oggi, fortunatamente, la vecchiaia non è più sinonimo di decadimento o di demenza senile, ma di riscatto.
La vita non è assolutamente giunta al capolinea e il fattore età è puramente soggettivo perché è vero il detto che “ognuno ha l’età che dimostra” e l’anzianità di una persona determina quella saggezza che può essere messa a servizio dei più piccoli.
Così lo scorrere del tempo non sarà più un fastidioso ticchettio dell’età che avanza, ma un avvicendarsi di giorni da vivere nella piena consapevolezza di essere finalmente se stessi senza maschere né orpelli.

Qui di seguito l’intervista che Valentina Cinetto, illustratrice talentuosa del libro, mi ha gentilmente concesso e leggendola scoprirete delle anticipazioni sul prossimo libro della serie in uscita il 14 aprile in tutte le librerie dal titolo “Fuga da Villa del Lieto Tramonto”.

Buona lettura!

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1) Hai uno stile ben definito che colpisce per l’immediatezza e i tratti riconoscibili per la loro delicatezza ed essenzialità.
Come può essere definito il tuo stile?

Sono felice che trasmetta tali sensazioni, qualcuno l’ha definito Naïf e credo di riconoscermi in questo stile, non tanto per il significato etimologico della parola, quanto per l’atmosfera che crea questo tipo d’illustrazione.

2) Il mestiere di illustratrice è un mestiere di concetto nel quale tecnica e fantasia si mescolano.
Di quante fasi è composto il tuo lavoro e quali sono?

Prendo come esempio “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” di Gondry, il ritmo cresce, incalza ma la trama non è chiara. L’infinità di elementi non consente una visione completa, reale e precisa del finale, questa è la mia testa, un garbuglio di elementi, citazioni, immagini, parole che ad un certo punto trovano una visione.
Quella visione è la parte finale del film, la stesura del disegno, ora preciso e definito. La conclusione è il colore, che potrebbe deludere o sbalordire, valorizzare o soffocare.

3) L’ispirazione nasce dalla trama del libro o da dettagli raccolti dal mondo circostante?

L’ispirazione nasce prima di tutto dalla trama del libro, anche se questo può voler dire immaginare luoghi reali senza averli mai visitati.
Molto spesso l’autore o autrice consentono di percepire l’atmosfera, di cogliere le peculiarità dei personaggi. Ma siamo consapevoli tutti che l’ispirazione è anche condita dalle immagini che fanno parte del patrimonio personale, preziosissimo e infinito che nutriamo, anche inconsapevolmente, ogni giorno.

4) La scelta dei colori invece su quali criteri si basa?

La scelta dei colori si basa su sensazioni, è complesso spiegare perché una palette di colori piuttosto che un’altra, cerco di affinare, attraverso le tonalità, l’atmosfera che desidero creare nella speranza di avvicinarmi alla percezione che voglio trasmettere e che spero il lettore colga.

5) Quanti strumenti di lavoro utilizzi per disegnare una copertina?

Carta, penna, computer e occhi, molti occhi!

6) In “Mistero a Villa del Lieto Tramonto” di Minna Lindgren c’è la prevalenza di colori freddi nella copertina, tre anziane donne che chiacchierano tra di loro ed una città innevata.
Quale messaggio hai voluto comunicare?

Helsinki, tre novantenni ironiche e curiose, un’atmosfera tagliente, divertente, gelida e colorata.

7) Tu pensi che la copertina possa influenzare i gusti letterari di un lettore?

La copertina può invogliare all’acquisto ma non influenzare i gusti letterari, questi sono, dopotutto, legati alla parte testuale del libro.
Certamente una copertina può avvicinare il lettore ad un libro od un genere che non avrebbe mai preso in considerazione se non grazie alla forza che l’immagine, come catalizzatore dello sguardo, può possedere.

8) Puoi darci qualche anticipazione sul prossimo libro di Minna Lindgren “Fuga da Villa del Lieto Tramonto”?

Posso dirvi che mi sono divertita molto a disegnare la copertina del secondo volume, mi sono affezionata a queste tre novantenni!

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