Doppio ritratto di Cinzia Giorgio

doppio ritratto

Chiara Santiluti riceve l’incarico di restaurare il famoso dipinto di Raffaello Sanzio, Doppio Ritratto, sconosciuto ai più e situato presso il Museo del Louvre a Parigi. Quello che le è stato affidato è un incarico prestigioso, ma ancora più affascinante è la storia che si cela dietro alla tela che cattura l’interesse e che è caratterizzata da un certo alone di mistero. Documenti attestano la parentela di sangue con il geniale pittore.

Sarà vero?

“Doppio ritratto” edito dalla casa editrice Aliberti, appartenente alla categoria Love e scritto in maniera attenta e ricercata dalla raffinatissima penna di Cinzia Giorgio, è un romanzo delizioso che ci permette di compiere un viaggio a ritroso fra passato e presente e che ha in sè la riscoperta della bellezza legata al mondo dell’arte in genere e della pittura in particolare.

L’aver sapientemente saputo unire due ambiti del sapere, come quello dell’arte e della letteratura,  ha dato un valore aggiunto al romanzo che possiede tutte le caratteristiche per essere considerato un vero gioiellino della letteratura italiana.

Sotto forma di racconto breve, l’autrice ci invita a svolgere un fantasioso viaggio, intriso di passione e sentimento, che ci conduce verso un passato ricco di storia e cultura e che ci permette di riconoscere la bellezza di un periodo storico a noi molto caro come quello del Rinascimento italiano nel quale si sono succeduti artisti il quale genio è rimasto tutt’ora incomparabile: Leonardo, Michelangelo, Giorgio Vasari, Leon Battista Alberti e lo stesso Raffaello hanno reso, con le loro opere, un tributo speciale all’Italia, paese che tutto il mondo ci invidia.

Grazie a questa preziosa eredità lasciata da questi illustri predecessori e che ha ispirato “Doppio ritratto” è possibile ricominciare ad amare il bello e ritonare a scorgere meraviglie, che spesso sono insite là dove non osiamo nemmeno immaginare, e ricominciare ad apprezzarle per arricchire corpo e mente.

Qui di seguito l’intervista che la scrittrice mi ha gentilmente concesso.

Buona lettura!

cinzia giorgio

Com’è nata l’idea di unire due tipi di saperi, come l’arte e la letteratura, all’interno del romanzo?

Mi sono laureata in Storia del Rinascimento con un professore poliedrico che ha trasmesso a noi studenti il valore della contaminazione. A mio avviso, l’arte e la letteratura non sono due entità astratte e autonome. Uno scrittore e un artista si abbeverano entrambi alla stessa fonte: il sapere. Nel Rinascimento non era raro leggere trattati scientifici e poesie stupende scritte da grandi artisti, come Leonardo e Michelangelo.

Su quali fonti storiche ti sei documentata?

Le fonti storiche su Raffaello Sanzio abbondano e talvolta sono contraddittorie. Considerato dai suoi contemporanei (e non solo) un dio della pittura, Raffaello era venerato da donne e uomini ma aveva anche molti detrattori. La difficoltà maggiore è stata analizzare le diverse versioni di alcuni episodi che hanno caratterizzato la sua breve vita. Mi sono documentata principalmente in biblioteche e archivi, ma anche consultando le vite del Vasari.

C’è stato un tour da te intrapreso che ti ha portata realmente a viaggiare da Roma a Parigi per far sì che il romanzo risultasse ricco di particolari narrativi precisi?

Sì. Sono partita dalla città natale di Raffaello Sanzio, Urbino, per poi approdare nella superba Firenze, dove l’artista ha vissuto per qualche tempo. Roma e Parigi sono due città che amo moltissimo. Nella prima ci vivo e quindi seguire l’itinerario dell’urbinate è stato più semplice. Mi reco spesso a Parigi per lavoro e il Louvre è una tappa fissa. Tutte queste meravigliose città hanno biblioteche, archivi e un patrimonio artistico immenso e sono per me continua fonte di ispirazione.

Quali temi predominano nella narrazione?

Direi l’amore in tutte le sue declinazioni: l’amore per l’arte, per la vita, per la famiglia, per il sapere. La passione muove tutti i personaggi del romanzo e indica loro la via da seguire, che non sempre è la più facile. Anzi.

Perché scegli di ambientare il romanzo fra passato e presente?

È una mia caratteristica o forse una deformazione professionale, essendo io nata come storica del Rinascimento. Mi piace trasportare il lettore attraverso i secoli, al di là della pura cronaca descritta nei manuali di storia.

Il Rinascimento è un periodo artistico che ami particolarmente?

Lo adoro. Durante un periodo relativamente breve, in Italia abbiamo avuto una concentrazione di menti geniali e poliedriche. Una sinergia di arte, bellezza e creatività destinata a non ripetersi mai più, temo. Non nego anche la crudeltà di quel momento storico, sia chiaro, ma ciò che il Rinascimento italiano ha prodotto è stato ben più di ciò che appare.

Credi che ci sia bisogno di sperimentare un nuovo concetto di bellezza?

Non saprei. Per me la bellezza è vita, verità e coraggio. Potrei risponderti con le parole del poeta inglese John Keats: Beauty is truth, truth beauty, -that is all/ Ye know on earth, and all ye need to know, (Bellezza è verità, verità è bellezza – questo solo/ sulla Terra sapete, ed è quanto basta – Ode on a Grecian Urn, 1819-20).

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...