Rosso Parigi di Maureen Gibbon

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Rosso Parigi, romanzo scritto da Maureen Gibbon, è un libro audace che racchiude fra le pagine un amore incondizionato per l’arte e per tutto ciò che è vita in movimento ritratta nelle tele del pittore Manet, avanguardista e padre della corrente artistica dell’Impressionismo.

Sua musa per eccellenza fu Victorine Meurent, model de profession, che posò per lui e fu colei che rappresentò la parte di una prostituta nel quadro celeberrimo Olympia divenuto, insieme alla Colazione sull’erba, uno dei capolavori del pittore e manifesto della corrente artistica che si diffuse in Francia nella seconda metà dell’800 e che per il soggetto nudo ritratto destò all’epoca scalpore.

La scrittrice è riuscita in maniera magistrale a delineare una vita vissuta dietro le quinte facendoci scoprire quali fasi pittoriche venivano messe in pratica dall’artista che doveva raffigurare il soggetto scelto. La sua Olympia ha tratti decisi, sfrontati, indossa un fiore fra i capelli e un nastrino nero intorno al collo e giace nuda sulla dormeuse presente nello studio di Manet. La predilezione per il colore che, come creta nelle mani del pittore prende forma, e la soggettività espressa dal soggetto scelto e che non viene camuffata ma resa evidente a colpi di pennello, sono gli elementi chiave che delineano le caratteristiche dell’Impressionismo e persino l’ausilio della fotografia permetteva all’artista di avere i contorni ben definiti e di riprodurli a piacimento dando libero sfogo alla propria creatività.

Ardito è l’intreccio amoroso che nasce fra una seduta pittorica e l’altra perché il sacro fuoco dell’arte arde nei cuori dei due artisti. Anche Victorine lo era e poteva condividere con Manet la stessa sua passione. Nata da una famiglia dalle umili origini ha saputo riscattare la sua figura di donna e crearsi una sua indipendenza diventando un simbolo dell’emancipazione femminile di fine ‘800. Cosa che invece l’amica del cuore Nise che viene citata a lungo nella prima parte del libro non è mai riuscita a fare.

Irriverente ragazza diciassettenne con le idee chiare e i capelli rossi “ho diciassette anni e non sono uguale a nessun altro” che imparò a vivere grazie alla dura legge della strada “il mio giardino sono state le strade” e con un’ambizione tale da farla diventare prima modella professionale (Degas e Stevens l’ebbero come musa) e poi pittrice di quadri.

Un modello sicuramente positivo di donna che vede sbocciare il suo talento pian piano ed innamorarsi appassionatamente del suo maestro e mentore dal quale imparò i segreti della pittura ed un amore sconfinato mai provato prima.

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