Le ragazze di Emma Cline

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“Le ragazze”, scritto da Emma Cline e pubblicato dalla casa editrice Einaudi, è un libro sconvolgente che ci fa riflettere sull’assurdità del male. Siamo abituati ai soliti cliché che descrivono l’epoca hippie, quella dei cosiddetti figli dei fiori, come un’epoca nella quale s’inneggiava alla libertà di corpo e spirito seguendo il mantra del peace&love, ma di quegli anni caratterizzati dall’assunzione di droga ed alcol e da quel senso di fratellanza che si respirava nelle comuni, ci è sfuggito quel sentimento di solitudine e odio provato talvolta dai ragazzi dell’epoca. Un odio che si misurava purtroppo con la vita di tutti i giorni ed ogni cosa era percepita come uno sfregio che veniva fatto all’anima.

Le ragazze di Emma Cline, Suzanne, Helen, Donna e per ultima Evie sono tutte giovani donne con una personalità fragile da far paura. Vivono in questo ranch e adorano Russell, una specie di guru che le sottomette solo con la forza penetrante del suo guardo obbligandole per giunta a vivere nella miseria perché questo fa comunità e facendole commettere qualsiasi atto impuro in nome di una vita senza schemi, in barba ad una società troppo bigotta dominata dal capitalismo e che per tutte queste molteplici ragioni non doveva essere assolutamente rispettata e quello che si doveva compiere era un atto rivoluzionario che falciasse alla base il sistema corrotto che si era creato alla fine degli anni ’60.

Nel ranch infatti viene bandita ogni regola, la condivisione è il solo diktat che si rispetti e tutto è legittimato dalla forza dirompente dell’amore che rende gli animi liberi di amarsi vicendevolmente.

Quello che ci viene descritto è un ritratto raccapricciante di giovani alla deriva, persi nei loro ideali che alimentano solo un senso profondo di smarrimento che purtroppo finirà tragicamente senza aver pensato alle conseguenze delle loro azioni.

Rattrista maggiormente il ritratto che viene delineato di queste famiglie assenti, egocentriche e perbeniste che guardano il viso dei loro figli e non si accorgono del male che li logora dentro, un male che li lobotomizza e li rende schiavi di comportamenti errati che vengono messi in atto solo per attirare l’attenzione e per sentirsi amati e la Cline ha saputo perfettamente cogliere l’essenza di una società che ha sicuramente dei parallalismi con quella odierna dove osserviamo genitori troppo distratti per accorgersi che i loro figli hanno bisogno d’aiuto e chiedono solo di essere ascoltati.

“Volevo solo essere guardati.”– ammette Evie.

“Le ragazze” è dunque un romanzo che descrive uno spaccato di vita che ha visto protagonista un’intera generazione e che deve farci riflettere sull’assenteismo deleterio per le giovani generazioni le quali hanno bisogno di stabili punti di riferimento per poter crescere nella consapevolezza che la solidità derivi principalmente dal loro nucleo familiare.

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Un pensiero su “Le ragazze di Emma Cline

  1. Mami ha detto:

    Le ragazze è un libro che sono davvero curiosa di leggere, anche se l’idea di trovarmi faccia a faccia con un certo tipo di realtà mi rattrista e spaventa allo stesso tempo. Ma proprio per questo credo sia giusto leggerlo, perché certe cose non si possono ignorare.

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